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AssoBio “Biologico: misure utili e incisive dal nuovo piano d’azione Ue”

Rimandare di un anno l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sul biologico e nuovo piano d’azione Ue per l’agricoltura biologica: queste le proposte adottate oggi dalla Commissione europea, che passeranno al Parlamento europeo e alla consultazione pubblica.

“Siamo molto soddisfatti per la notizia di un nuovo piano d’azione Ue per l’agricoltura biologica, fondamentale per concretizzare l’ambizione della strategie europee sulla biodiversità e del piano ‘Farm to Fork’. L’obiettivo della Commissione di arrivare a un 25% di superficie agricola biologica nella Ue entro il 2030 – ha dichiarato Roberto Zanoni, Presidente di AssoBio – torva così il sostegno di precisi obiettivi temporali e di un budget adeguato, che comprende lo stanziamento di 40 milioni di euro nel 2021 per la promozione del bio, un passo concreto per sensibilizzare il consumatore sui vantaggi della produzione biologica. Ora spetta alle diverse autorità nazionali adeguare i propri piani strategici per lo sviluppo rurale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da pesticidi e antibiotici, ridurre il ricorso ai fertilizzanti chimici di sintesi, aumentare il benessere degli animali e invertire la perdita di biodiversità”.

Il futuro piano d’azione dovrebbe concentrarsi sia sullo sviluppo della produzione biologica (la più vantaggiosa in chiave di tutela ambientale e di reddito degli agricoltori, come ha rilevato anche il think tank governativo francese France Stratégie, pochi giorni fa) che della domanda. La consultazione pubblica lanciata dalla Commissione sarà aperta fino al 27 novembre.

La Commissione ha anche presentato la sua proposta di posticipare di un anno l’entrata in vigore del nuovo regolamento biologico, una decisione saggia che consentirà agli Stati membri di portare a termine adeguatamente il lavoro sulle rispettive normative nazionali. L’intero settore europeo, dagli agricoltori all’industria di trasformazione, dai retailer agli organismi di controllo e certificazione aveva infatti sollecitato lo slittamento della normativa per disporre del tempo sufficiente necessario per adattarsi alle nuove regole e per mantenere la qualità del sistema di controllo biologico. La palla passa ora al Parlamento europeo, il cui assenso alla proposta sembra scontato: la Commissione agricoltura si è già espressa in tal senso.

Il nuovo regolamento biologico, la cui applicazione era inizialmente prevista per il 1° gennaio 2021, prevede l’adozione di numerosi atti delegati e misure di attuazione che dettagliano puntigliosamente le regole tecniche legate, tra l’altro, ai disciplinari di produzione, alla certificazione di gruppo per piccoli agricoltori, al sistema di controllo. Commissione e Stati membri hanno lavorato intensamente, ma alcuni rilevanti requisiti tecnici devono ancora essere discussi, Confermare la scadenza originale avrebbe lasciato poche settimane agli operatori biologici per adeguarsi alle nuove regole e agli organismi di controllo e certificazione per ottenere l’accreditamento al nuovo quadro.

“Concedere alle istituzioni europee e nazionali più tempo per finalizzare le discussioni sul complesso insieme della legislazione secondaria è necessario per garantirne la qualità e per implementare al meglio le regole che accompagneranno il futuro sviluppo dell’agricoltura biologica – osserva Zanoni – a vantaggio dell’ambiente, dei consumatori e delle nostre 400mila imprese europee, che coltivano 14 milioni di ettari senza un grammo di sostanze chimiche di sintesi, offrendo alla collettività beni pubblici come la tutela delle acque, della fertilità del suolo, del benessere animale e dello sviluppo rurale”.

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